Oriolo in Montagna

Provenendo dalla Statale 106 e percorrendo la 481 l'occhio del visitatore dalla strada si imbatte in un agglomerato di case, circondato da colline. Il borgo antico sorge su uno sperone di arenaria cementata e massiccia.

Domina la valle del Ferro, solcata dall'omonimo fiume, una volta noto come fiume Acalandro. L'Acalandro era il confine fra la Siritide e la Sibaritide.
La Sibaritide si estendeva dal fiume Trionto all'Acalandro e la Siritide dall'Acalandro al fiume Aciris (Agri). In un testo del 1601 viene riportato:" altre abitazioni nella parte orientale della provincia, cominciando dal fiume Siri infino al fiume Acalandro...sono queste, La Rocca Imperiale,...Riolo,... Boleto ".

Strabone(63 a.C. - 20 d.C) cita detto fiume parlando della guerra sostenuta dai Tarantini, quando questi ultimi assoldarono Alessandro il Molosso, re dell'Epiro e zio di Alessandro Magno.
Il kastro di Oriolo era all'incrocio fra il valico montano che da Pandosia attraversava la Lagaria, Serra Maiori, il territorio di Oriolo, fino a Sibari, oltre il Pollino, e la strada di penetrazione lungo la valle dell'Acalandro.

L'attuale città fortificata venne costruita per difendersi da eventuali invasioni saracene. È tristemente nota quella di Abbas Ibn Fadhl, poi sconfitto da Ludovico II, e Niceforo Foca. Un'altra più feroce invasione fu quella di Ibrahim Ibn Ahmed, che mise a ferro e fuoco la Calabria, soprattutto lungo la costa. Giorgio Toscano, nella sua " Storia di Oriolo " (1695), probabilmente si riferiva a questo periodo per affermare che le popolazioni della costa, per non essere sterminate dagli infedeli, si ritrassero "sotto lo scoglio" di Oriolo, insediandosi nella contrada Ravita. Poi costruirono abitazioni a più piani... " che cinsero con mura merlate". Resti di dette mura erano visibili anni addietro soprattutto a SW delll'attuale Centro Storico. Nel periodo bizantino il consolidamento dello stato, la nuova organizzazione sociale, la ripresa economica, il fervore monastico, recano un rinnovamento profondo e trionfante.(Quilici) Il territorio " si copre di una fitta rete di abitati,di città; i nuovi insediamenti bizantini dei kastra e degli oppida, il carattere dell'espansione agraria legata al sistema delle torri e dei casali fortificati testimoniano la fitta maglia di tutela alla pace del territorio. "(Quilici-Siris Heraclea)

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