Chiesa San Antonio da Padova

Situata su un poggio alle spalle della villa Margherita, all’ingresso di Corigliano Centro, è l’unica chiesa cittadina dotata di una cupola. Realizzata sul tipo delle cupole partenopee, è rivestita, insieme con le tre cupolette laterali di destra, di maioliche vietresi dagli intensi toni gialli e azzurri. All’esterno, sulla facciata neoclassica, scandita da due ordini sovrapposti di sei paraste (sormontate da capitello corinzio) e lateralmente interrotta da quattro nicchie per l’alloggiamento di statue, si può ammirare la monumentale porta in bronzo (m. 3,90 x 2,42) dello scultore coriglianese Carmine A. Cianci (a. 1982). Costruita nella prima metà del Quattrocento per opera di Antonio Sanseverino, conte di Corigliano, la chiesa viene data insieme con l’annesso convento (oggi sede della Scuola Media ‘Garopoti’ e del Liceo Classico) ai Frati Minori Conventuali di S. Francesco d’Assisi. Importanti restauri, eseguiti attorno al 1740, rendono la chiesa come oggi la vediamo. NeI 1809 i Francescani vengono espulsi, in seguito alle leggi di soppressione dei conventi e nel 1819, coI ritorno dei Borboni al potere, la chiesa è affidata ai padri Liguorini o Redentoristi. Dopo l’Unità d’Italia, espulsi i Liguorini, il convento diviene sede di un prestigioso Collegio-Ginnasio (nel 1866 intitolato al poeta coriglianese G. Garopoli). Fino al 1948, la chiesa viene affidata alle cure di un cappellano, nominato dai Consiglio comunale. Diviene parrocchia, con la denominazione di S. Luca in S. Antonio, soltanto nel 1949. La pianta è a croce latina. L’ampia navata centrale è preceduta da un’artistica cantoria, sostenuta da due colonne e dotata di un organo settecentesco del napoletano Filippo Basile (restaurato nel 1983). Nelle sei cappelle laterali sono collocate tele di autori napoletani del Settecento. Sui due altari ai lati del presbiterio, spiccano due dipinti dalle notevoli dimensioni (m. 4,50 x m. 2,60) di Leonardo Antonio Olivieri (1689-1752), allievo del Solimena: una Immacolata ed una Estasi di S. Antonio. Nel cielo della navata, un dipinto di Severino Ferrari, datato 1740, raffigura 5. Francesco che ha la visione del Crocifisso. Nella sacrestia vecchia è situato il Mausoleo di Barnaba Abenante (a. 1522), un severo quanto armonioso esempio di scultura rinascimentale. Nella stessa sacrestia, da osservare un Cristo in croce in legno, di autore ignoto del sec. XVIII, con le braccia inchiodate alzate verticalmente ed il capo rivolto in alto, secondo la visione teologica dei Francescani.

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