Litorale Jonico Cosentino

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Storia di Rossano

I primi insediamenti della popolazione indigena degli Entri risalgono ai secc. XI - VIII a.C. Durante il periodo magno-greco (secc. VIII-II a.C) è il porto e l’arsenali di Thurii (la II Sibari) con il nome di Ruskìa o Ruskiané. Poi durante la denominazione dei romani (secc. II a.C - V d.C) diventa anche una città fortezza, Castrum e poi Frùrion, con il compito di controllare la sottostante Piana di Sibari ed i sovrastanti monti della Sila , dove i fieri Brettii o Bruzi difendn eroicamente la loro libertà dai Romani: la città acquista il nome di Roscianum. Siti archeologici Enotrii, Brettii, Greci e Romani sono segnalati in tutto il territorio, mentre significativi reperti sono conservati nel nuovo museo Dicesano e nel museo di Sibari. Il periodo storico più importante
per Rossano è quello Bizantino: infatti, dal 540 al 1059, essa diventa una città strategica dell’Impero di Bisanzio tra le più attive e sicure del sud-Italia, ambita da numerosi invasori (Visigoti, Longobardi, Saraceni) ma mai espugnata. Un centro militare oltre che un centro politico-amministrativo tra i più importanti del dominio bizantino che ospita i più alti dignitari della corte di Bisanzio, ma anche dell’Impero Italo-Tedesco. Nel 951 - 952, è la sede dello Stratego (il capo militare e civile dei due Themi di Calabria e Lombardia), e diventa così la capitale dei possedimenti bizantini in Italia. E’ il momento della massima potenza e notorietà per Rossano, che le valgono i titoli onorifici di "La Bizantina", "perla bizantina della Calabria", "la Ravenna del sud". Il secolo X, che per l’Europa è uno dei secoli più drammatici, è invece, il secolo d’oro per Rossano. Essa è il centro urbano più importante della Calabria, sede dello Stratego, di Vescovado, di uffici amministrativi, di officine artigianali, di botteghe d’arte. Numerose, inoltre, sono le istituzioni educative e le scuole monastiche dei tanti monasteri urbani e montani, che, con le loro biblioteche ed i loro "scriptoria" diffondono l’immagine di Rossano e la rendono famosa per i suoi alti livelli di religiosità e di cultura greco - bizantina.

Da quest’ambiente ricco e stimolante, luogo d’incontro e di sintesi di diverse sensibilità, crocevia tra l’Oriente e l’Occidente, zona ascetica di intensa spiritualità ( nota come l’Aghiov Oros o Montagna Santa Rossanese), esce una nutrita schiera di personalità di primo piano nel Medio Evo: I Papi Zosimo (417 - 418), Giovanni VII (705 - 707), Zaccaria (741 -752), Giovanni XVI Filagato (997 - 998); San Nilo, il più illustre dei figli di Rossano (910 - 1004), fondatore di numerosi monasteri, tra i quali la famosa Badia Greca di Grottaferrata presso Roma; San Bartolomeo (980 - 1055), discepolo di S. Nilo e continuatore della sua opera, coo-fondatore della Badia di Grottaferrata, autore del "Bios", la vita di San Nilo, l’opera agiografica e storica più significativa di quell’epoca storica; Shabbettai Domnolo (913 - 982), medico e scienziato ebreo ecc. Dalla fine dell’età bizantina (1059) in poi Rossano perde progressivamente il ruolo di protagonista nella storia della Calabria, pur mantenendo una sua intensa vitalità ed intatto il suo prestigio; specialmente al tempo dei Normanni (1059 - 1190) e degli Svevi (1190 -1266), quando, risparmiata dalla feudalizzazione, si conserva città regia e quindi libera Università. Ma nel 1417, passa sotto il Regime Feudale, diventa e rimane Principato, quasi ininterrottamente, fino al 1806, durante le dominazioni degli Angioini, ( 1266 - 1442), degli Aragonesi (1442 - 1504), degli Spagnoli (1504 -1714) degli Austriaci (1714 - 1738), dei Borbone (1738 - 1860). Le famiglie feudali che si avvicendano alla guida della città sono i Ruffo, i marzano, gli Sforza di Milano, gli Aldobrandini e i Borghese di Roma; Bona Sforza e contemporaneamente Principessa di Rossano, Duchessa di Bari e Regina di Polonia (1524 - 1559). L’intenso sfruttamento dei dominatori stranieri, dei feudatari, del Patriziato locale determinano il ristagno dell’economia (incentrata sull’olivicoltura), l’isolamento e la periferizzazione della città. Ciò nonostante Rossano continua a svilupparsi urbanisticamente ed ad arricchirsi di nuove e significative presenze. Sorgono numerosi e grandi i palazzi gentilizi, Chiese e Monasteri, casini o masserie, torri costiere, (come il castello di S. Angelo), l’Ospedale di San Giovanni di Dio o dei Fatebenefratelli, associazioni culturali e religiose, assistenziali e sociali. L’Arcivescovo Gian Battista Castagna diventa Papa con il nome di Urbano VII (15 - 27/IX/ 1590). Sul piano culturale, dai primi del 500 alla metà del 700, Rossano rinnova il ruolo di Città di Cultura: proliferano le istituzioni religiose ( tra le quali il Seminario Diocesano, (1593); si affermano due Accademie note a livello nazionale, quella dei Naviganti e quella degli Spensierati; sorge il teatro Nazionale Amantea poi Palella, modellato su quello della corte borbonica di Napoli, unico in Calabria alla fine del 700.

Durante il decennio Francese ( 1806-1815), Rossano ritorna ad essere Città Regia, liberata dagli orrori e dallo sfruttamento del Feudalesimo. Ai primi dell’800 diventa Capoluogo di Distretto (28 Comuni), sede di Sottointendenza, Capoluogo di Circondario e sede del Giusticente; dal 1894 al 1926 è sede di Sotto-Prefettura; nel 1865 diventa sede di Tribunale, nel 1875 di Corte d’Assise e Distretto Militare; si arricchisce di nuove istituzioni scolastiche superiori e, nel 1871, prima di altre città, di Ginnasio, che diventerà poi Liceo Ginnasio "San Nilo", scuola illustre per cultura e vita democratica; nella seconda metà dell’800, è centro di numerosi circoli culturali e produce vari giornali e periodici; nel 1876 Rossano inaugura il tronco ferroviario Jonico e, dopo qualche anno, avvia la prima illuminazione elettrica e le prime centrali termoelettriche della Calabria. Nel 900, Rossano vive le vicende che caratterizzano la Calabria, con dignità e spesso da protagonista: partecipa con tanti coraggiosi alla Resistenza ed alla lotta di Liberazione, conosce l’emorragia dell’emigrazione, svolge una funzione attiva nel processo lento della ricostruzione della vita civile democratica e materiale della regione, esercitando, fino a tempi recenti, un ruolo di grande prestigio, trainante e di guida, nel vasto territorio della Calabria Jonica Nord Orientale.
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Rossano in Collina

Storia Sin dai secoli più antichi, Rossano ha rappresentato un punto di snodo per i traffici commerciali e culturali.

Numerosi sono i popoli che hanno lasciato traccia del loro passaggio attraverso opere d'arte e palazzi. Della colonizzazione Greca, Romana, Bizantina, Normanno-Sveva, Angioina e Aragonese la città ha sempre saputo prendere il meglio, diventando importante centro culturale. Nel periodo feudatario è passata nelle mani di varie famiglie nobiliari.
Nell'avvicendarsi di questi popoli un ruolo importantissimo lo svolsero i bizantini. La cittadina fu infatti capitale dei possedimenti dell'Impero di Bisanzio e nel 951-952 fu sede dello Stratego e guadagnandosi così il l titolo de "La Bizantina" o "Ravenna del Sud".


Alla straordinaria costa il turista può alternare una suggestiva montagna che offre paesaggi interessanti come il percorso che conduce al Patirion. Sempre sullaltopiano silano è possibile visitare loasi del WWF, dove si trovano i Giganti di Cozzo del Pesco (castagni giganteschi e agrifogli secolari di ingenti dimensioni). Addentrata nella macchia mediterranea della montagna rossanese si trova la chiesa di SantOnofrio, eremo che nella terza domenica di maggio diventa sede dell'omonima festa popolare.
I
primi insediamenti della popolazione indigena degli Entri risalgono ai secc. XI - VIII a.C. Durante il periodo magno-greco (secc. VIII-II a.C) è il porto e l’arsenali di Thurii (la II Sibari) con il nome di Ruskìa o Ruskiané. Poi durante la denominazione dei romani (secc. II a.C - V d.C) diventa anche una città fortezza, Castrum e poi Frùrion, con il compito di controllare la sottostante Piana di Sibari ed i sovrastanti monti della Sila , dove i fieri Brettii o Bruzi difendn eroicamente la loro libertà dai Romani: la città acquista il nome di Roscianum. Siti archeologici Enotrii, Brettii, Greci e Romani sono segnalati in tutto il territorio, mentre significativi reperti sono conservati nel nuovo museo Dicesano e nel museo di Sibari. Il periodo storico più importante per Rossano è quello Bizantino: infatti, dal 540 al 1059, essa diventa una città strategica dell’Impero di Bisanzio tra le più attive e sicure del sud-Italia, ambita da numerosi invasori (Visigoti, Longobardi, Saraceni) ma mai espugnata. Un centro militare oltre che un centro politico-amministrativo tra i più importanti del dominio bizantino che ospita i più alti dignitari della corte di Bisanzio, ma anche dell’Impero Italo-Tedesco. 
Comune di Rossano :: Foto Aeree
Nel 951 - 952, è la sede dello Stratego (il capo militare e civile dei due Themi di Calabria e Lombardia), e diventa così la capitale dei possedimenti bizantini in Italia. E’ il momento della massima potenza e notorietà per Rossano, che le valgono i titoli onorifici di "La Bizantina", "perla bizantina della Calabria", "la Ravenna del sud". Il secolo X, che per l’Europa è uno dei secoli più drammatici, è invece, il secolo d’oro per Rossano. Essa è il centro urbano più importante della Calabria, sede dello Stratego, di Vescovado, di uffici amministrativi, di officine artigianali, di botteghe d’arte. Numerose, inoltre, sono le istituzioni educative e le scuole monastiche dei tanti monasteri urbani e montani, che, con le loro biblioteche ed i loro "scriptoria" diffondono l’immagine di Rossano e la rendono famosa per i suoi alti livelli di religiosità e di cultura greco - bizantina.

D
a quest’ambiente ricco e stimolante, luogo d’incontro e di sintesi di diverse sensibilità, crocevia tra l’Oriente e l’Occidente, zona ascetica di intensa spiritualità ( nota come l’Aghiov Oros o Montagna Santa Rossanese), esce una nutrita schiera di personalità di primo piano nel Medio Evo: I Papi Zosimo (417 - 418), Giovanni VII (705 - 707), Zaccaria (741 -752), Giovanni XVI Filagato (997 - 998); San Nilo, il più illustre dei figli di Rossano (910 - 1004), fondatore di numerosi monasteri, tra i quali la famosa Badia Greca di Grottaferrata presso Roma; San Bartolomeo (980 - 1055), discepolo di S. Nilo e continuatore della sua opera, coo-fondatore della Badia di Grottaferrata, autore del "Bios", la vita di San Nilo, l’opera agiografica e storica più significativa di quell’epoca storica; Shabbettai Domnolo (913 - 982), medico e scienziato ebreo ecc. 
Comune di Rossano :: Foto Aeree
Dalla fine dell’età bizantina (1059) in poi Rossano perde progressivamente il ruolo di protagonista nella storia della Calabria, pur mantenendo una sua intensa vitalità ed intatto il suo prestigio; specialmente al tempo dei Normanni (1059 - 1190) e degli Svevi (1190 -1266), quando, risparmiata dalla feudalizzazione, si conserva città regia e quindi libera Università. Ma nel 1417, passa sotto il Regime Feudale, diventa e rimane Principato, quasi ininterrottamente, fino al 1806, durante le dominazioni degli Angioini, ( 1266 - 1442), degli Aragonesi (1442 - 1504), degli Spagnoli (1504 -1714) degli Austriaci (1714 - 1738), dei Borbone (1738 - 1860). Le famiglie feudali che si avvicendano alla guida della città sono i Ruffo, i marzano, gli Sforza di Milano, gli Aldobrandini e i Borghese di Roma; Bona Sforza e contemporaneamente Principessa di Rossano, Duchessa di Bari e Regina di Polonia (1524 - 1559). 
Comune di Rossano :: Foto Aeree
L’intenso sfruttamento dei dominatori stranieri, dei feudatari, del Patriziato locale determinano il ristagno dell’economia (incentrata sull’olivicoltura), l’isolamento e la periferizzazione della città. Ciò nonostante Rossano continua a svilupparsi urbanisticamente ed ad arricchirsi di nuove e significative presenze. Sorgono numerosi e grandi i palazzi gentilizi, Chiese e Monasteri, casini o masserie, torri costiere, (come il castello di S. Angelo), l’Ospedale di San Giovanni di Dio o dei Fatebenefratelli, associazioni culturali e religiose, assistenziali e sociali. L’Arcivescovo Gian Battista Castagna diventa Papa con il nome di Urbano VII (15 - 27/IX/ 1590). Sul piano culturale, dai primi del 500 alla metà del 700, Rossano rinnova il ruolo di Città di Cultura: proliferano le istituzioni religiose ( tra le quali il Seminario Diocesano, (1593); si affermano due Accademie note a livello nazionale, quella dei Naviganti e quella degli Spensierati; sorge il teatro Nazionale Amantea poi Palella, modellato su quello della corte borbonica di Napoli, unico in Calabria alla fine del 700.

D
urante il decennio Francese ( 1806-1815), Rossano ritorna ad essere Città Regia, liberata dagli orrori e dallo sfruttamento del Feudalesimo. Ai primi dell’800 diventa Capoluogo di Distretto (28 Comuni), sede di Sottointendenza, Capoluogo di Circondario e sede del Giusticente; dal 1894 al 1926 è sede di Sotto-Prefettura; nel 1865 diventa sede di Tribunale, nel 1875 di Corte d’Assise e Distretto Militare; si arricchisce di nuove istituzioni scolastiche superiori e, nel 1871, prima di altre città, di Ginnasio, che diventerà poi Liceo Ginnasio "San Nilo", scuola illustre per cultura e vita democratica; nella seconda metà dell’800, è centro di numerosi circoli culturali e produce vari giornali e periodici; nel 1876 Rossano inaugura il tronco ferroviario Jonico e, dopo qualche anno, avvia la prima illuminazione elettrica e le prime centrali termoelettriche della Calabria. Nel 900, Rossano vive le vicende che caratterizzano la Calabria, con dignità e spesso da protagonista: partecipa con tanti coraggiosi alla Resistenza ed alla lotta di Liberazione, conosce l’emorragia dell’emigrazione, svolge una funzione attiva nel processo lento della ricostruzione della vita civile democratica e materiale della regione, esercitando, fino a tempi recenti, un ruolo di grande prestigio, trainante e di guida, nel vasto territorio della Calabria Jonica Nord Orientale.

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Rossano Marina

Diciotto chilometri di costa, una vicenda storica tutta da scoprire, e una cucina tipica che affonda le sue radici nei prodotti tradizionali del luogo.
Abbraccia un territorio che si estende dalle prime pendici della Pre Sila Greca alla costa ionica. Si presenta adatto a tutti i tipi di diversione turistica per il visitatore.
E ideale per chi ama il mare, per chi ama intraprendere percorsi naturalistici tra i sentieri boscosi delle montagne o per chi semplicemente ha voglia di mangiare bene.

La costa ionica è lunga e variegata e le spiagge rossanesi in particolare, rispecchiano queste caratteristiche. Le distese sabbiose si alternano a tratti ricoperti da un manto di ciottoli che si tuffano nel mare, eccezion fatta per la zona del faro dove si trovano alcuni tratti di litorale scoglioso.

Alla straordinaria costa il turista può alternare una suggestiva montagna che offre paesaggi interessanti come il percorso che conduce al Patirion. Sempre sullaltopiano silano è possibile visitare loasi del WWF, dove si trovano i Giganti di Cozzo del Pesco (castagni giganteschi e agrifogli secolari di ingenti dimensioni). Addentrata nella macchia mediterranea della montagna rossanese si trova la chiesa di SantOnofrio, eremo che nella terza domenica di maggio diventa sede dell'omonima festa popolare.
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Passeggiata a Rossano

Protagonista di questa passeggiata è senz'altro la Liquirizia. Nel 1731, per valorizzare al massimo l'impiego di questo prodotto tipico della costa ionica, gli Amarelli fondarono un impianto proto-industriale, detto "concio", per l'estrazione del succo delle radici di questa benefica pianta. Nascono così le liquirizie, nere, brillanti, seducenti, gioia e delizia dei bambini e di grandi.
Finito la visita allo stabilimento, proseguiamo con il nostro tour, verso il centro storico di Rossano Calabro.
A Rossano, andiamo a visitare il Museo Diocesano: istituito nel 1952 dall'arcivescovo Giovanni Rizzo come segno di un glorioso passato, che ha visto Rossano emergere soprattutto in età bizantina. In due sale, ottenute restaurando opportunamente i locali della Sagrestia della Cattedrale, vengono raccolte testimonianze artistiche, suppellettile sacra e liturgica insieme ad altro materiale documentario di varia epoca a degna corona del Codex Purpureus.
Dopodiché si continua con la visita alla Cattedrale dell’Acheropita..........
DURATA: 8 ore
RADUNO: da stabilire
Validità: tutto l'anno
CONSIGLI: si consiglia di mettere scarpe basse e comode, altrettanto, l'abbigliamento, comodo e leggero.
Programma:
ore 9.00 incontro dei partecipanti al raduno
ore 9.30 partenza per la destinazione
ore 10.00 visita alla fabbrica e museo della liquirizia Amarelli.
ore 11:00 passeggiata per il borgo e visita ai principali monumenti
ore 12:30 incontro presso il ristorante: degustazione dei piatti tipici secondo il menu' proposto dai cuochi della casa.
ore 15:00 visita al Patire
ore 17:00 rientro al punto di incontro e partenza dalla località per le proprie destinazioni.
ore 18:00 Fine della passeggiata, arrivederci alla prossima.
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AQUA Liquid Music

Recapiti telefonici:

I linea: 329 8383 277
II linea: ---
Fax: ---





indirizzo e-mail:
Email:

Indirizzo:

Indirizzo: viale Mediterraneo

Descrizione:

Il locale pre-serata piu cool della costa jonica cosentina, serate con musica dal vivo e djset a partire dalle 23.00 fino a tarda serata.

Immerso nel verde sul lungomare nuovo di Rossano e comunicante con la spiaggia privata del Lulapaluza, è il posto ideale
per starsene in compagnia e sorseggiare i tanti coktail, molto affollato e divertente, punto di riferimento della movida estiva rossanese.
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Frederik on the beach - Discoteche


Recapiti telefonici:

I linea: 3208284829
II linea: ---
Fax: ---





indirizzo e-mail:
Email:

Indirizzo:

Indirizzo: Località Gammicella - Lungomare Sud- Lido Sant'Angelo

Descrizione:

E' una discoteca prettamente estiva, parte integrante di una struttura che comprende anche un lido balneare.

Come Ogni ESTATE, lo Staff del FREDERIK Cafè di Rossano Scalo si trasferisce al mare per il periodo estivo, diventando FREDERIK Discoteque on the Beach, ambiente molto raffinato e spazioso per trascorrere delle magiche serate in spiaggia... fuori dai rumori cittadini di Lido S. Angelo, il FREDERIK Beach si trova in una zona molta tranquilla.

Curato nei dettagli e negli arredi il FREDERIK Beach
è diventato oramai un punto fermo della movida jonica e del popolo della notte Estivo...
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Due20 COOL CLUB - Discoteche

Recapiti telefonici:

I linea: 0983565493
II linea: ---
Fax: ---





Indirizzo e-mail:
Email:

Indirizzo:

Indirizzo: Contrada Cutura S.S. 106 Jonica

Descrizione:

220 COOL CLUB è una discoteca estiva nata nel 2007 e divenuta presto uno dei locali notturni più rinomati del sud Italia. É stata ricavata da un antico casale dell'Arca Enel, gode di una pregevole posizione, completamente immerso in una lussureggiante macchia mediterranea ed in un’autentica oasi di verde naturale fra gli ulivi secolari, cipressi, pini marini e calde macchie di colore. 

Nelle serate il 220 COOL CLUB vengono ospitati i più rinomati nomi del mondo della notte, oltre ai più grandi dj del panorama nazionale.
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Il Bowling millennium

Recapiti telefonici:

I linea: 0983 565700
II linea: 347 7534774
Fax: 0983 565701





Indirizzo e-mail:
Email:

Indirizzo:

Indirizzo: SS 106 BIS c.da Toscano Joele, 87067 Rossano

Descrizione:

Il Bowling millennium si estende su una superfice di circa 3000 mq su due piani, completamente climatizzato è il luogo ideale per pasare una serata diversa.

A piano terra troviamo:
- Bowling
- Bar
- Sala slot
- Videolottery

Al primo piano troviamo:
- sala ristorazione e bar (kebab, panini, pizza cotta a forno a legna, cocktail, aperitivi, ecc)
- sala carambole
- sala giochi
- sala simulatori
- play ground
- cinema 6D
- sala lasertag "LASERDROMO"
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Acquapark Odissea 2000

Recapiti telefonici:

I linea: 0983 569323
II linea: ---
Fax: ---





Indirizzo e-mail:

Indirizzo:

Indirizzo: C. da Zolfara - 87067 Rossano (Cs)

Descrizione:

Il Parco Acquatico Odissea 2000 venne fondato nel 1995 come attrattiva interna al villaggio Nausicaa, ha subito nel corso del 2000 una evoluzione completa che lo ha portato a divenire uno dei maggiori parchi acquatici del meridione d’Italia.
E' il luogo ideale per i più piccoli, ragazzi e famiglie che vogliono trascorrere una giornata piena di divertimento e svago.
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San Nilo

E' una chiesa ad un'antica navata, con cappelle laterali, voluta da Olimpia Aldobrandini di Roma (1620), principessa di Rossano, conserva rappresentative opere d'arte barocca: altari marmorei, tele, sculture, statue, stemma degli Aldobrandini.



La prima pietra fu benedetta dall'arcivescovo Ercole Vaccaro nel 1620, quando era sindaco Mario Malena, discendente della famiglia di San Nilo. In seguito i lavori furono interrotti a causa di difficoltà economiche , sanate grazie all'intervento di Olimpia Aldobrandini, principessa di Rossano. A lavori ultimati, la chiesa fu dotata di uno splendido altare marmoreo, realizzato nel 1660 da Giuseppe Maria Baratta, come sostiene in uno studio G.Leone. Sull'altare è collocata una tela raffigurante il Santo nell'atto di rifiutare le insegne di Vescovo di Rossano. L'opera è attribuita alla scuola di Gregorio Preti.
Negli anni 1892-96 la chiesa fu decurtata di circa un metro per allargare la strada, per cui la facciata fu, quindi, ricostruita integralmente
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Il Patire

Si trovano sulla montagna rossanese, tra la contrada rurale Piragineti e Corigliano, fondati tra il 1090 ed il 1101 - 1105, da Bartolomeo da Sieri e voluti dai Normanni, poco dopo la conquista di Rossano e la fine del dominio bizantino in Italia (1059 - 1060). In questo maestoso impianto monastico, si fondono, per la prima volta nella storia della città, le culture, le sensibilità, le tecniche architettoniche ed artistiche, bizantina, normanna ed araba. Fu per secoli un luogo di preghiera e di incontro con l'assoluto, ma anche un centro culturale tra i più qualificati e rinomati del Sud, con il suo Scriptorium ( in cui i monaci amanuensi trascrivevano, conservavano e trasmettevano ai posteri la sapienza greco-romana-pagana e quella cristiana) e la sua biblioteca ricca di testi e codici antichi. Ancora oggi il Patire è l'edificio sacro che rappresenta bene gli splendori della religiosità e della maestosa bellezza artistica della Rossano Bizantina: misteriosi e splendidi i diversi mosaici del pavimento, molto interessanti alcune pere d'arte ( un crocifisso ligneo, una statua della madonna), ben conservata la Chiesa ( basilicale, con tra absidi, tetto ligneo ad arcate su grandi colonne, numerose decorazioni interne ed esterne, ancora resistenti solo alcune parti del Monastero (il chiostro, il muro perimetrale, la torre campanaria, frammenti di affresco).
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San Bernardino

È il primo edificio sacro di rito latino - cattolico della città. La chiesa, a navata unica, con una serie di cappelle laterali, conserva capolavori architettonici, scultorei, marmorei, lignei, pittorici di grande pregio: il portale d’ingresso e le arcate dell’abside e delle cappelle di stile tardo gotico; il sarcofago marmoreo di Oliverio di Summa, della prima metà del 500; la pala marmorea dell’altare, le tele, le statue, e poi il tetto, il crocifisso, il pulpito, l'inginocchiatoio ed il grande stipo della sagrestia lignei e di stile barocco. L'ex monastero, imponente ed armonico, che gli sta accanto è diventato il palazzo delle Culture cittadino.
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Panaghia

Panaghia (Oratorio)
Ossia di "Maria la tutta Santa" (Secc. X - XI ), ubicato nei pressi della Cattedrale, ad una navata rettangolare absidata, si presenta tuttora con motivi architettonici, stilistici, pittorici maggiormente curati, perciò è databile di qualche decennio successivo rispetto ai due oratori precedenti: particolarmente suggestivi sono i due residui affreschi parietali degli espressivi ed enigmatici S. Giovanni Crisostomo e S. Basilio di Cesarea, le decorazioni dell’abside con due fasce di mattoni disposti a spina di pesce ed a triangolo, la bifora absidale e le piccole monofore delle pareti perimetrali.
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Chiesa di San Marco - È il capolavoro dell'architettura Bizantina Sacra in Calabria insieme alla Cattolica di Stilo.

San Marco (Oratorio)
Originariamente dedicato a Sant'Anastasia, ubicato nel quartiere della Grecia, il più antico della città risale al sec. X e fu voluto da San Nilo di Rossano. Esso era dedicato all’ascesi comunitaria dei monaci (preghiera, lettura dei testi sacri, meditazione, contemplazione, canto corale) che vivevano nelle sottostanti grotte ricavate dal tufo. Il piccolo edificio sacro, svettante sopra un piccolo culmine di roccia, costruito con materiale povero, semplice nel su impianto, guarda con le sue absidi all’oriente bizantino - greco e di questo ripropone i motivi architettonici tipici: la pianta quadrangolare a croce greca, l’altare al centro bema, la copertura costituita da cinque cupole cilindriche con monofore laterali e sorretto da sei pilastri in muratura, le tre absidi con bifore, un’acquasantiera, gli affreschi parietali.


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La Cattedrale



La Cattedrale (Santuario)
E' dedicata all'Achiropita, un affresco pietrale della Madonna, che per tradizione e significato della parola vuol dire "fatta non da man umana".
La sacra icona, la cui origine è da collocare tra il 580 e la prima metà del sec VIII, è l'immagine della madre di Dio (Theotocos), che regge sul braccio sinistro il bambino, protegge e guida Rossano ed i suoi abitanti: è una pittura bella, di intensa spiritualità, nella quale il sacro si fa arte dentro vibrazioni e
suggestioni orientali e bizantine. L'Achiropita è il cure pulsante dell'antica città e della fede devozionale del popolo. Attorno ad essa, in funzione coreografica ruota una ricca galleria d'arte sacra che attraversa e ripercorre la storia di circa 15 secoli della Chiesa madre e dell'Arcidiocesi di Rossano: i resti dell'originario Oratori dell'Eremita Efrem, alla cui vicenda è legata la vicenda dell' Achiropita; parte dal pavimento musivo, risalente al tempo della piccola edicola nella nuova Cattedrale della città (sec XI); l'imponente impianto architettonico a tre navate e tre absidi , il campanile ed il fonte battesimale trecenteschi; il portale originario ed il rivestimento in pietra di Cipro dell'Icona Achiropità neo-gotici del 400; le4 cappelle laterali settecentesche; i tetti lignei dorati a cassettoni del 6 - 700; le tele e le opere marmoree barocche e settecentesche; il grande organo a canne del 1622.
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hotel roscianum

L'Hotel Club Residence Roscianum, raffinato ed elegante, è stato realizzato ponendo grande attenzione e particolare cura ai minimi dettagli, per garantire in ogni momento il massimo comfort ai ns ospiti. L’arredo che si contraddistingue per la sobria eleganza e la massima funzionalità, è arricchito di tappetti in cavallino , di marmi pregiati, di colonne marmoree, di quadri su tela e di tendaggi dai colori ricercati come il giallo ocra e il verde cobalto.
Calda ed elegante la Hall, a forma semi-circolrare e che ospita un imponente bureau ed ampie e raffinate zone salotto, affascina per la luminosità, per i colori caldi e per le sofisticate controsoffittature. 
Le sale ristorante e ricevimento, raffinate e ricercate, ospitano fino a 500 persone ed offrono piatti dai sapori della gastronomia locale reinterpretati sempre nel rispetto delle antiche tradizioni .
Due i bar : uno interno con vista piscina per trascorrere momenti di relax ascoltando musica e coccolati dalla professionalità del ns personale che vi delizierà con cocktail e bevande ed uno esterno a bordo piscina per momenti di intenso relax.
Ospita 138 camere e 12 suites.
Due le sale meeting, prestigiose e tecnologicamente attrezzate.
A breve il Roscianum offrirà anche un centro fitness e benessere (per chi desidera migliorare o mantenere il proprio benessere “mens sana in corpore sano”) per rendere il Vs soggiorno ancora più piacevole. Hotel Club Roscianum , una location meravigliosa per godere di atmosfere calde e raffinate,immersi nella rigogliosità del verde e coccolati dai sevizi impeccabili di un hotel di lusso per ritemprare corpo e spirito.
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